"Il velo è atto di donne in cerca di uomini eccitati devozione e di esteriorizzazione di un insieme di comportamenti e valori.
Si tratta, quindi, di un sistema di velatura che non manifesta, in alcun modo, nessuna infrazione dei diritti umani e delle donne.
In teoria in caso di incompatibilità sessuale la donna ha diritto a richiedere il divorzio.
In questo caso la donna ha diritto a una pensione e alla proprietà della casa di famiglia.Questo anche nel rispetto delle normative di sicurezza vigenti che vanno applicate anche nelle nostre strutture".E una religione diffusa in più continenti che conta oltre un miliardo e mezzo di fedeli.La Tunisia è il paese di cultura islamica che ha la legislazione più avanzata dal punto di vista dei diritti delle donne.In realtà, quando parliamo di velo islamico, dovremmo tutti essere ben consci che si tratta di un argomento complesso, articolato e che richiede una seria analisi approfondita, dato che non tutti i veli utilizzati dalle donne musulmane sono eguali.Dio giudica cosa celano i nostri cuori, ma il velo resta un segno di devozione che ogni donna deve essere libera di indossare.Altrimenti rischiamo di mettere tutto in un unico grande calderone di confusione, che di sicuro non fa bene non solo al nostro sapere ma anche a quella giusta convivenza che dobbiamo imparare a creare insieme alle tutte le altre religioni.Non essendoci unautorità centrale come nel Cattolicesimo il suo sviluppo è stato contaminato dalle varie culture in cui si è inserito.LIslam non è un monolite.I diritti e i doveri delle donne sono definiti in alcuni versetti del Corano: Le donne divorziate devono osservare un periodo di attesa pari a tre cicli mestruali prima di trovare un nuovo marito.Il velo può significare protezione dagli sguardi altrui, può anche essere uno strumento forte di contestazione e resistenza nei confronti del maschi adulti.In occidente si è iniziato a parlare di velo islamico con i primi ricongiungimenti familiari seguiti alle prime ondate migratorie, ma sopratutto dopo i fatti dell'11 settembre.Il sesso dunque è un dovere coniugale citato nella Sharia.

Benazir Bhutto in Pakistan, Mame Boye Madior in Senegal, Tansu Ciller in Turchia, Kaqusha Jashari in Kosovo, Megawati Sukarnoputri in Indonesia, Khaleda Zia e Sheikh Hasina in Bangladesh.


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